Un filo per dipingere
5 agosto

Un filo per dipingere

Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del free form.
Forse il nome dice poco ma se guardate le immagini certamente ricorderete di aver già visto creazioni con questo stile e forse le avrete anche ammirate, magari senza sapere di poterle realizzare. Basta infatti avere un po’ di pratica delle basi di uncinetto e poi il limite sarà solo la fantasia!
Il free form (tra gli addetti spesso abbreviato in “ff”) è una tecnica di origine anglosassone nata intorno agli anni ’70, che si potrebbe definire un po’ la figlia ribelle del pizzo irlandese e che in Italia è coltivata da qualche anno da gruppi di appassionate che si ispirano alle maestre d’oltre oceano, rivisitando i modelli a volte troppo vintage, con il meraviglioso e unico gusto italiano.
Del resto, che la tecnica sia di moda è confermato dall’interesse di alcuni stilisti, come si nota nei modelli di Kenzo qui sotto, realizzati ai ferri.

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Classicamente lavorati all’uncinetto (ma come si vede si possono usare anche i ferri o addirittura le mani!) i “pezzi” che vengono prodotti e poi assemblati a comporre una sciarpa, un cappello, una coperta o addirittura un abito, hanno la caratteristica di non avere schema. Al contrario dei soliti lavori a maglia o uncinetto che seguono un modello, infatti, le singole realizzazione che di solito hanno la dimensione di una mano e vengono chiamati “scrambles”, sono pezzi unici nati dalla creatività di chi li intreccia mescolando abilmente vecchi e nuovi filati, di colori e stili anche diversissimi tra loro.

Naturalmente si tratta di un caos solo apparente perchè ogni progetto nasce con un’idea di base almeno per quanto riguarda l’accostamento di materiali e colori, e poi si sviluppa “durante” la lavorazione, interrompendo un filo, cambiando il verso del lavoro, aggiungendo una foglia, un rilievo, un traforo che nel ff hanno nomi in codice ben precisi come puffy button, popcorn, bullion, spirali, conchiglie, ecc.
Come si intuisce, questa tecnica è perfetta per riciclare tutti gli avanzi di filati che rimangono dopo aver terminato un lavoro, anzi, più sono differenti tra loro e meglio è! E se non bastasse, si possono ovviamente acquistare appositi filati chiamati anche magic ball, o mischiare le due cose, perchè niente o quasi è precluso nel free form.
dettaglioSi parte da un cartamodello che aiuterà nella composizione del puzzle dando le linee guida delle proporzioni finali da ottenere, ma questo è l’unico schema, se così si può chiamare, entro il quale muoversi. Comporre uno scialle a piccoli pezzi potrebbe non essere semplice senza una una guida, ma se si vuole realizzare un decoro da applicare su un capo già finito, ovviamente non ce n’è bisogno. Perchè un’altra possibilità è proprio quella di usare il free form per creare colorate spille, collane o orecchini, oppure applicazioni da cucire su un vecchio maglione, una giacca, una borsa per rinnovare e dare un tocco personale al guardaroba.

Il risultato finale è uno stile un po’ bohémien, una forma d’arte a metà tra l’antico e il moderno, che incrocia tanti gusti, che può ricordare il liberty per i colori o il barocco per la ridondanza e persino il longobardo per l’horror vacui da cui rifugge, riempiendo ogni piccolo spazio di forme e disegni.  Se volete capirne di più, andate a curiosare sul sito di una maestra assoluta di questo stile e guardate cosa è capace di creare Prudence  Mapstone!

spillaAl di là della tecnica, è anche importante sottolineare l’aspetto terapeutico del free form che sta proprio nella mancanza di schemi. Una scuola di pensiero, per così dire, opposta alla ripetitività zen della maglia classica che trova proprio nella meccanicità del gesto l’allentamento della tensione, lo stacco dai problemi quotidiani. Il free form, al contrario, si porta via i pensieri mentre libera la mente seguendo un filo che va, torna, si intreccia, si spezza e cambia colore, forma, dimensione, seguendo un Bianconiglio che scopriremo solo alla fine dove porterà, quando avremo nelle mani ciò che non sapevamo neppure di avere in mente.

Chi volesse cimentarsi con questa affascinante tecnica, o semplicemente saperne di più, può partecipare gratuitamente all’incontro di presentazione del corso base di di free form a cura di Nora Serrano, il 22 settembre 2016 alle ore 18,30 presso L’asilo dei grandi.

Per partecipare è sufficiente inviare una mail a: info@asilodeigrandi.it